Le criptovalute vanno dichiarate in Italia?
Sì. Le cripto-attività rientrano nel monitoraggio fiscale (Quadro RW) e le plusvalenze realizzate sono soggette a imposta (Quadro RT), secondo la normativa vigente (art. 67 TUIR e prassi dell'Agenzia delle Entrate). CriptoTasse calcola entrambi a partire dai tuoi movimenti.
Devo caricare io i dati o inserire manualmente le operazioni?
No. Ci invii l'export (CSV/Excel) dei tuoi exchange e wallet: un team dedicato lo carica e lo verifica nel nostro applicativo interno, gestendo anche i casi con più wallet, dati disordinati o anomalie. Non è un software da usare da soli: ricevi direttamente i documenti pronti.
Cos'è il Quadro RW per le criptovalute?
È la sezione della dichiarazione dedicata al monitoraggio delle attività finanziarie e delle cripto-attività detenute. CriptoTasse ricostruisce giacenze e valori e compila i dati necessari.
Come si calcolano le plusvalenze sulle criptovalute?
La plusvalenza è la differenza tra il corrispettivo di cessione e il costo di acquisto, con i criteri previsti dalla normativa. CriptoTasse applica i prezzi storici, gestisce permute, staking e derivati e produce un calcolo tracciabile.
Cosa cambia con la direttiva DAC8 dal 2026?
Dal 1° gennaio 2026 gli exchange e i prestatori di servizi in cripto-attività (CASP) devono comunicare all'Agenzia delle Entrate i dati dei clienti fiscalmente residenti in Italia: saldi, transazioni e conversioni. La prima trasmissione è prevista entro il 30 giugno 2027, per i dati del 2026. Approfondisci nella guida DAC8 →
CriptoTasse è pensato anche per i commercialisti?
Sì. I commercialisti ricevono i quadri RT, RW e RL con le imposte già calcolate e verificabili per ogni cliente, più un portale per consegnare i report. Riduce le ore di lavoro manuale su ogni posizione cripto.